RiVestiti!

Il 25 e 26 settembre torna a Bologna RIVESTITI,  il festival della moda etica e delle economie solidali realizzato ogni anno dalle organizzazioni del commercio equo e solidale aderenti a Terra Equa ed accreditate presso la Regione Emilia-Romagna. Quest’anno si terrà la decima edizione in presenza, dopo quella dello scorso anno, che si è svolta on line a causa delle misure restrittive legate alla pandemia.

Oltre alle organizzazioni di commercio equo e solidale della Regione, nel 2019 erano presenti circa 50 espositori, con le loro interessanti proposte etiche, solidali e sostenibili di abbigliamento, bigiotteria, accessori e tanto altro

LA MODA DI FARE UN’ALTRA ECONOMIA

Sotto ai tuoi vestiti c’è molto più di un semplice tessuto: c’è un mondo che non ti viene mostrato, c’è il secondo fattore di inquinamento del pianeta, e c’è la tua salute. Ogni anno vengono prodotti 100 miliardi di capi d’abbigliamento, per vestire (in modo diseguale) 7 miliardi di persone.

Non credi sia ora di fare un cambiamento? Forse hai pensato che la moda veloce ed economica degli ultimi anni sia una fortuna: poter acquistare tanti vestiti diversi e cambiare il look ogni mese, ogni giorno, ogni volta che vuoi. La realtà, invece, è un enorme costo umano, sociale e ambientale.

Ogni anno vengono prodotti 100 miliardi di capi di abbigliamento. Ogni anno vengono buttate via 70 milioni di tonnellate di abiti usati. Il 48% dei vestiti che buttiamo, sono ancora perfettamente utilizzabili. Nonostante questo, la quasi totalità degli abiti che eliminiamo (l’84%, secondo EPA) viene bruciata o finisce in discarica.

Per fare un unico paio di jeans servono tra i 7.000 e i 10.000 litri di acqua. Vengono prodotti 2 miliardi di jeans all’anno: riesci a calcolare quanta acqua viene consumata per tutti questi jeans ogni anno? L’industria tessile emette nell’aria 1 miliardo e 200 milioni di tonnellate di anidride carbonica, ogni anno: più dell’intero traffico aereo mondiale. Senza dimenticare le sostanze tossiche: il 25% di tutti gli insetticidi del mondo e il 10% dei pesticidi, viene impiegato per la lavorazione del cotone (soprattutto per i jeans).

LO SFRUTTAMENTO DEL LAVORO NON È UN’INVENZIONE

Credi che i lustrini e ricami del tuo vestito siano stati cuciti da una macchina? No, perché sono macchine troppo costose per l’industria fast-fashion: è molto più conveniente pagare miseramente il lavoro umano (quasi sempre di donne, bambini e bambine).

Ecco com’è composto il prezzo di una maglietta prodotta in Asia e venduta in Europa:

60% tasse, costi e profitti del distributore

15% costi e profitti del marchio

11% materiali

6% dazi e trasporti

3% costo della manodopera.

Pensa al prezzo medio di acquisto di una maglietta o di una scarpa della grande distribuzione: riesci a calcolare qual è lo stipendio di chi l’ha cucita?

CAMBIATI D’ABITO E FAI LA RIVOLUZIONE: VIENI A BOLOGNA!

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