LUCI DAL DESERTO

LE CANDELE DELLE DONNE DI ZAMMOUR, DALLA TUNISIA: un nuovo progetto entra nella nostra bottega

Nel sud-est della Tunisia c’è Zammour, un villaggio berbero situato nel cuore dei Monti di Matmata, alle porte del Sahara tunisino. Il paesaggio è arido e sembra tutto del colore del deserto. Ma è proprio lì, in mezzo alle dune, che un gruppo di donne ha deciso di intraprendere un nuovo percorso, di autodeterminazione e coraggio, per un futuro a loro misura.
A Zammour, Overseas Onlus (storica ONG di Spilamberto – MO e grembo da cui è nata Oltremare, cooperativa che gestisce alcune botteghe di commercio equo e solidale in provincia di Modena) ha lavorato con le donne per la loro formazione professionale, fornendo competenze e  strumenti per portare avanti le proprie idee e i propri sogni, e dando vita alla cooperativa Femmes de Zammour.

A Zammour, le strade di Oltremare e di Overseas si sono incrociate ancora una volta, e da questa collaborazione è nata una nuova proposta per le nostre botteghe: candele realizzate interamente in cera d’api, realizzate dalle donne della cooperativa.

Per arrivare in Italia, le candele di Zammour non solo hanno attraversato il Mediterraneo, ma sono prima passate per le mani di sapienti artigiani e artigiane che ne hanno modellato forme, colori, essenza.

La cera d’api, materiali ormai raro a causa delle enormi difficoltà del settore apistico, è stata realizzata in parte dalle stesse donne della cooperativa e in parte è stata acquistata da altri piccoli apicoltori locali, per far fronte alle quantità richieste. Si è scelto di utilizzare questo materiale proprio per sostenere l’economia locale tunisina e non dover acquistare cera di soia dall’estero (spesso con filiere di difficile identificazione etica). La cooperativa Femmes de Zammour si è dotata di un proprio marchio: ENA, che significa “io”, e vuole indicare la loro determinazione nel prendere in mano la propria vita. In Tunisia, le donne sulla carta possiedono uguali diritti degli uomini, ma nella realtà sociale così non è: la disparità di genere è sempre più marcata, dalle piccole cose fino alle mansioni lavorative.

Le candele sono disponibili in due versioni:

  • una con il vasetto in vetro soffiato (realizzato da un artigiano siriano rifugiato in Tunisia) e il coperchio in rame battuto e colorato in silver. Il profumo della cera è quello naturale del miele, senza olii essenziali aggiunti.
  • l’altra ha vasetto e coperchio in terracotta smaltata, anche questa realizzata interamente da un piccolo gruppo di donne artigiane della zona. I coperchi sono dipinti a mano con motivi tipicamente tunisini. La cera ha un leggero profumo di gelsomino (tipico del Paese), ottenuto grazie agli olii essenziali.

La cooperativa Femmes de Zammour si è dotata di un proprio marchio: ENA, che significa “io”, e vuole indicare la loro determinazione nel prendere in mano la propria vita. In Tunisia, le donne sulla carta possiedono uguali diritti degli uomini, ma nella realtà sociale così non è: la disparità di genere è sempre più marcata, dalle piccole cose fino alle mansioni lavorative.

Il progetto CLEF, che ha fatto da culla alla produzione delle candele, si occupa di impartire lezioni e formazioni su diverse materie che vanno dal management alle tecniche di apicoltura. Inoltre, essendo la popolazione tunisina per il 23% analfabeta, il progetto prevede anche corsi di alfabetizzazione funzionale, volti anche ad insegnare quelle azioni che possono risultare banali, come scrivere la propria firma o fare qualche calcolo matematico.
Le formazioni sono tenute per la maggior parte da funzionari pubblici ed esperti, non per forza di Zammour: ciò è fondamentale per favorire lo scambio interculturale essenziale per un arricchimento professionale e personale. 

Le lavoratrici che hanno preso parte alla realizzazione di queste candele hanno seguito una formazione tecnica e specifica sull’apicoltura. Nella regione, infatti, esiste una lunga tradizione di produzione e consumo di miele e prodotti melliferi come la cera d’api (nonostante la forte concorrenza di quella importata che risulta più economica ma di qualità inferiore). Il laboratorio creato a Zammour è dotato di tutta la strumentazione necessaria per lavorare le materie prime: distillatore, bilance, mulini, contenitori in acciaio inox e un primo stock di contenitori commerciali, essiccatoio ed altro.
Per il mercato locale, le donne producono olii per massaggi, shampoo, saponi doccia e derivati da olii essenziali. 

Perché è importante coinvolgere le donne in questo progetto? Perché in questo modo si possono rimuovere gli ostacoli alla partecipazione femminile nella vita comunitaria. Infatti le donne che rientrano nel progetto hanno età comprese tra i 18 e i 60 anni e molto spesso provengono da un nucleo famigliare a basso reddito. Trasformarle in cittadine attive è una sfida che vede già apportare benefici positivi sia all’interno del nucleo famigliare ma anche societario, assicurando un migliore accesso all’istruzione e una maggior partecipazione alla gestione responsabile del territorio. 

Queste candele, nella loro semplicità, custodiscono l’unicità di ogni singola lavoratrice, i profumi di un paese lontano e la realizzazione di un’impresa al femminile capace di riscattare la vita di queste donne.