Ecco la rubrica che dà voce ai progetti di valore concreto. Oggi vi presentiamo lo Sportello Sovraindebitamento con le parole della sua referente Kateryna.
Da dove è nata l’idea e quale bisogno concreto avete visto sul territorio?
Il Villaggio Globale ODV è nato nel 1999 con l’obiettivo di divulgare informazioni sui
meccanismi economici di sfruttamento, promuovendo nei consumatori un atteggiamento
critico rispetto al modello economico dominante e la ricerca di nuovi modelli di sviluppo.
Questi obiettivi sono ancora oggi validissimi: le persone e le famiglie sono in tanti modi
spinte a consumare il più possibile, anche indebitandosi. E’ molto calata la motivazione e la
capacità di risparmio, e le statistiche indicano che non esiste una diffusa cultura dei
meccanismi finanziari e degli investimenti. E poi la forbice tra i più ricchi e i più poveri ha
continuato ad allargarsi. Sono sempre più le famiglie in difficoltà, tra salari poveri e mangiati
dal crescere dei prezzi, mentre pochi ricchi accumulano sempre più capitali.
Abbiamo poi osservato da vicino un aumento significativo delle situazioni di
sovraindebitamento nella provincia di Ravenna, spesso legate agli effetti economici della
pandemia, dell’alluvione. Nel 2024 un bando regionale ci ha permesso di aprire lo Sportello,
a cui pensavamo da tempo.
Lo Sportello Sovraindebitamento nasce in rete con ASP della Romagna Faentina, l’OCC
dell’Ordine degli Avvocati di Ravenna, il Banco di Sant’Antonio ODV, i Comuni di Ravenna,
Cervia e Russi, l’Unione della Romagna Faentina e della Bassa Romagna. Un lavoro
condiviso che ha permesso di creare un punto di riferimento accessibile e competente per
cittadini, professionisti e imprese.
Nel corso del 2025 il progetto ha ricevuto il sostegno della Regione Emilia-Romagna e, alla
luce dei risultati raggiunti, ulteriori contributi sono stati concessi dal Comune di Ravenna e
dalla Banca d’Italia per tutto il 2026.
Qual è stata la parte più difficile da far funzionare nella pratica, e come l’avete risolta
insieme?
Il cuore del servizio è l’accompagnamento delle persone in situazione di
sovraindebitamento: un percorso che parte dall’ascolto e dalla comprensione della
situazione personale e familiare, per arrivare alla ricostruzione della posizione debitoria e
all’individuazione delle possibili soluzioni.
La parte più importante di questo lavoro è saper ascoltare chi si trova in una condizione di
estrema fragilità. La difficoltà maggiore consiste nel comunicare all’utente tutta la verità sulla
propria situazione, senza nascondere elementi che potrebbero spaventarlo. Tuttavia, grazie
a un ascolto attento e alla comprensione delle singole storie, è possibile accompagnare la
persona verso un risultato concreto e sostenibile.
Se un’altra realtà volesse replicare il vostro modello, quale sarebbe il primo passo
concreto che consigliereste e quale errore evitare?
Il nostro Sportello desidera favorire un aumento dei servizi di ascolto e
accompagnamento rivolti non solo alle persone sovraindebitate, ma anche a chi vive una
situazione di semplice indebitamento. L’obiettivo è estendere questi servizi su tutto il
territorio italiano, a partire dalla nostra regione. Nel 2025 abbiamo incontrato diverse realtà
in Emilia‑Romagna, ma esistono ancora territori scoperti.
A chi volesse replicare un servizio simile consigliamo di partire dalla formazione degli
operatori, non solo in ambito giuridico, ma anche sulle competenze relazionali: empatia,
ascolto attivo e gestione delle situazioni di fragilità. Uscire dall’indebitamento significa uscire
da una condizione di ansia continua, segnata da ingiunzioni di pagamento, telefonate dei
creditori, pignoramenti e sacrifici. Molte persone nascondono la propria situazione anche alla
famiglia, con tutte le conseguenze emotive che questo comporta.
Quando la situazione viene finalmente chiarita e si individuano una o più vie di risoluzione, le
persone ritrovano serenità e maggiore stabilità.
È inoltre fondamentale poter contare su consulenti professionali, sia nell’ambito del
sovraindebitamento sia dell’indebitamento in generale. Molte persone necessitano di
supporto legale per richieste di saldo e stralcio o per essere accompagnate in banca. Al
momento lo Sportello Sovraindebitamento di Ravenna non può offrire questi servizi. Si spera
di poter intervenire su questi limiti in un futuro vicino.
Se poteste eliminare un vincolo – di tempo o risorse – che cosa fareste in modo
diverso domani mattina per rendere il progetto ancora più efficace per le persone?
Se potessimo eliminare un vincolo – di tempo o di risorse – domani mattina lavoreremo
per rendere il progetto ancora più efficace intervenendo su due aspetti principali.
Da un lato, le tempistiche delle procedure e degli uffici coinvolti spesso rallentano il percorso
di sovraindebitamento, sia prima sia dopo il deposito dell’istanza per la nomina del gestore.
Lo sportello accompagna i cittadini fino alla prima fase, ovvero il deposito dell’istanza presso
l’Organismo di Composizione della Crisi con sede legale presso l’Ordine degli Avvocati di
Ravenna. La collaborazione con l’Ordine ci permette di effettuare una prima valutazione
delle singole situazioni, ma non sempre è possibile ridurre i tempi necessari.
Dall’altro lato, il limite delle risorse disponibili incide sulla possibilità di offrire un
accompagnamento più completo. Abbiamo rilevato il bisogno di un tipo di supporto diverso
da quello che lo sportello può garantire oggi. Maggiori risorse ci permetterebbero di coprire
questi bisogni mancanti e affiancare le persone in modo più continuativo.
Inoltre i servizi dello sportello sono gratuiti, ma ogni procedura di sovraindebitamento ha un
costo, che spesso rappresenta un ostacolo per chi vorrebbe accedere a questa opportunità.
Guardando ai prossimi 3 anni, quale cambiamento vi piacerebbe vedere per questo
progetto, e di cosa avreste bisogno per farlo succedere?
Nei prossimi tre anni ci piacerebbe costruire una rete di servizi utili a ogni cittadino per
affrontare situazioni di sovraindebitamento e indebitamento, in collaborazione con le realtà
presenti sul territorio — un percorso che abbiamo già avviato. Per garantire continuità al
servizio, abbiamo bisogno di risorse adeguate.
Dopo essere partito grazie a un finanziamento della Regione Emilia-Romagna, lo Sportello è
stato sostenuto dal Comune di Ravenna nell’ambito dei Piani di Zona per la prima parte del
2026, e da un contributo della Banca d’Italia per la seconda parte dell’anno. Speriamo di
poter proseguire anche nel 2027.
I numeri del 2025 e della prima metà del 2026 raccontano l’impatto del progetto: 331
persone si sono rivolte allo sportello, sono stati realizzati 205 colloqui in sede e 62
consulenze legali, mentre 28 pratiche sono state avviate e inviate al tribunale grazie al
supporto dello staff. Dati che confermano quanto sia diffusa la necessità di servizi di questo
tipo e quanto sia importante continuare a investire in prevenzione, informazione e
accompagnamento.





