RUBRICA – TRAME DI BENE

Cambiamento climatico e città: come ci attiviamo sui temi della  mitigazione e il benessere climatico

  1. Come nascono i progetti sui cambiamenti climatici?

Negli ultimi anni affianchiamo le amministrazioni locali per affrontare l’emergenza climatica con progetti concreti e vicino alla vita di tutti i giorni. Tra ondate di calore estreme, precipitazioni intense e problemi di qualità dell’aria, la Romagna ha toccato con mano l’impatto del cambiamento climatico sulla sicurezza e sul benessere urbano. Quest’estate, in particolare, la percezione di questa emergenza è diventata collettiva e innegabile. Abbiamo visto il bisogno di rendere i cittadini più consapevoli rispetto a criticità e soluzioni legate all’ambiente in cui vivono, ma soprattutto di mostrare che le nostre città hanno un potenziale per adattarsi e reagire. I nostri percorsi servono a questo: incontrare le persone, farle riflettere sulle opportunità di cambiamento e portarle a co-progettare soluzioni di mitigazione da condividere con le amministrazioni locali di riferimento.

  1. Qual è stata la parte più difficile nell’affrontare questi temi con i cittadini?

La sfida principale è stata tradurre concetti scientifici e complessi in un linguaggio accessibile e ingaggiante per i cittadini. Ci siamo formati in questi anni grazie alla collaborazione con i CEAS locali e con il CTR di Arpae Emilia-Romagna. Abbiamo scelto un approccio fortemente esperienziale: utilizziamo strumenti ludici/scientifici come le schede e il gioco SOS 4 CITIES di Arpae per organizzare passeggiate esplorative nei quartieri e promuoviamo laboratori di co-progettazione. L’ostacolo iniziale dell’indifferenza o del senso di impotenza di alcuni cittadini si supera portandoli direttamente sul campo, a misurare e vivere le criticità del proprio quartiere e gli effetti del clima nella vita privata delle persone.

Allarmare senza offrire strumenti di azione genera solo rassegnazione. È fondamentale mostrare sempre il margine di manovra presentando soluzioni di intervento basate sulla natura (NBS) e la presentazione di esempi già realizzati anche in altre città. 

  1. Se un’altra realtà volesse replicare il vostro modello, quale sarebbe il primo passo concreto che consigliereste e quale errore evitare?

Ci sono già tantissimi cittadini, associazioni ed enti attivi sul tema del clima: lavorare in rete e unire competenze, dati e risorse aiuta ad essere più incisivi e credibili (con i cittadini e con chi governa le nostre città). 

La chiave poi per raggiungere risultati concreti diventa il dialogo con l’amministrazione, quindi l’individuazione di progetti o risorse per mettere a sistema interventi, anche piccoli, ma che possono concretamente migliorare la vivibilità e il benessere degli spazi pubblici.

 

  1. Quali risultati avete ottenuto e quale cambiamento vi piacerebbe vedere per questi progetti?

Per ora abbiamo fatto tanta formazione dentro alle scuole e un risultato che ci sta a cuore è la formazione di cittadini più consapevoli capaci di esercitare uno sguardo nuovo sulla città e sui propri bisogni. 

Solo a conclusione di alcuni percorsi, le amministrazioni locali hanno attivato interventi migliorativi degli spazi pubblici, come a Imola, dove grazie alle risorse del progetto europeo Cool Noons sono state installate diverse fontanelle, nuove alberature e arredi per la sosta all’ombra lungo i percorsi turistici del centro storico. Qui l’amministrazione non si è fermata ai micro interventi, ma dalle proposte partecipate ha assunto delle linee di indirizzo attraverso un piano strategico per l’adattamento climatico. 

Pensando al futuro quindi immaginiamo un passaggio definitivo e diffuso dalle parole alle azioni concrete. Vorremmo che l’approccio partecipativo non fosse più un’eccezione sperimentale, ma una prassi consolidata per la pianificazione urbana in tutti i comuni della Romagna. Per fare succedere tutto questo abbiamo bisogno che le amministrazioni locali continuino a credere in questa alleanza, investendo strutture, fondi e fiducia nel potere ingaggiante delle comunità territoriali.

PROSSIMO EVENTO FORMATIVO A RAVENNA: 

Dove: CittAttiva (via Carducci, 16 – Ravenna)

Quando: Mercoledì 16 settembre, dalle 17:00 alle 19:00 

Saranno presentati i primi dati raccolti dal monitoraggio realizzato da cittadini e attivi quest’estate nella raccolta dati sul microclima urbano con 15 sensori in 3 zone di Ravenna. Seguirà un confronto sulle possibili strategie di adattamento urbano con un intervento formativo sulle Nature-based Solutions a cura di Luisa Ravanello di Arpae (Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia dell’Emilia-Romagna), per scoprire come le soluzioni naturali possono rendere la città più resiliente ai cambiamenti climatici

Partecipazione: conferma la presenza compilando il breve modulo https://sites.google.com/view/labqualitadellavita/eventi 

L’evento si inserisce all’interno del Laboratorio Qualità della Vita – Citizen Science per le isole di calore, promosso dall’Ufficio Educazione alla Sostenibilità del Comune di Ravenna nell’ambito del progetto europeo Digital Unite, in collaborazione con Arpae Emilia-Romagna. 

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