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IL RITORNO IN CITTA'

Con la continua osservazione dei nuovi luoghi di incontro giovanile e  un confronto con vari servizi del territorio gli educatori del progetto “Deviazioni” tornano a mappare le nuove energie cittadine.


IL RITORNO IN CITTA’

Da gennaio 2015 l’educativa di strada è tornata a mappare il territorio cittadino intervistando circa una dozzina di gruppi informali incontrati in diversi parchi e zone della città. Nei due anni di “assenza” dalla città nuovi spazi cittadini sono divenuti scenari della quotidianità dei ragazzi. In particolare l’apertura dello spazio Holden dedicato ai giovani della Biblioteca Classense ha aggregato numerosi ragazzi provenienti da diversi quartieri: si tratta di gruppi di ragazzi che hanno iniziato a frequentare soprattutto gli spazi esterni della biblioteca, con conseguente spaesamento dei residenti e cittadini che hanno visto “invadere” da numerosi ragazzi la via e la piazzetta adiacente. Durante l’inizio della primavera l’équipe ha iniziato una concreta collaborazione con la Biblioteca cittadina, programmando con essa diversi incontri per far incontrare e conoscere i servizi rivolti ai giovani presenti in città: sono stati ospitati l’Informagiovani, il Centro Giovanile della città, il  Cisim, con il Laboratorio Rap di Lido Adriano, il Ludobus e sono continuati i contatti col Consultorio Giovanile dell’Asp e il Se.R.T.

I ragazzi hanno in parte seguito gli incontri e si è creata nei mesi una buona relazione con loro, basata soprattutto sull’ascolto attivo e il counseling individuale e di gruppo. Grazie alla collaborazione e alla progettazione con la vicina biblioteca sono stati realizzati piccoli laboratori creativi, come ad esempio la decorazione di un posacenere per mantenere più pulito lo spazio esterno della biblioteca. Non sono mancati i ragazzi sfuggenti, che hanno visto negli educatori una sorta di infiltrati delle forze dell’ordine: è stata rispettata questa loro idea e nel tempo le attività proposte e organizzate dall’équipe coi giovani hanno riavvicinato i rapporti e per alcuni di loro gli educatori sono stati punti di riferimento importanti nel sostegno a individuare una lettura delle dinamiche che vivevano quotidianamente sia nel gruppo dei pari che all’interno delle loro questioni e vicende familiari.

Durante l’estate gli educatori hanno seguito la normale migrazione dei gruppi verso i parchi cittadini (il mare sembra essere frequentato solo da pochi e soprattutto durante le feste serali). Nuovi gruppi di preadolescenti e adolescenti sono stati conosciuti e con loro è stato realizzato un progetto di valorizzazione e recupero di un bene comune quale le panchine e lo spazio gioco del parco in cui i ragazzi si incontrano quotidianamente.



 

ANNO 2016

Durante i mesi invernali gli operatori hanno sollecitato e sostenuto i ragazzi alla concretizzazione di loro passioni e competenze attraverso incontri strutturati e finalizzati alla messa a punto di un vero e proprio studio delle pratiche tecniche e organizzative necessarie per la realizzazione di un evento che li ha portati ad esibirsi in piazzetta durante l’inizio della bella stagione. Dal mese di maggio l’équipe e i ragazzi hanno organizzato una giornata al mese in cui la musica è stata il filo conduttore delle animazioni in piazzetta.

 Sono nati contest di freestyle, esibizioni musicali, creazione di testi rap, realizzazione di maschere da indossare durante festival cittadini, creazione di volantini e striscioni che promuovessero gli eventi stessi. I diversi gruppi che non si frequentano nella quotidianità, hanno partecipato attivamente agli eventi, condividendo l’obiettivo comune di essere protagonisti attivi e promotori dei loro talenti, o semplicemente per assistere ad un pomeriggio diverso dal solito. Può capitare che tra i gruppi non si condividano comportamenti e/o stili di vita, ma gli incontri musicali e i laboratori attivati hanno spesso messo in relazione i ragazzi in un ottica di collaborazione e in maniera cooperativa: il più esperto nella tecnica del canto rap si è confrontato con chi ne è solo affascinato, incoraggiando a praticare “allenamenti” di freestyle e di scrittura testi  che sono poi stati proposti durante gli eventi. I ragazzi si son sentiti liberi di esprimersi nel ballo, nel canto e nella pittura anche se non praticano nelle loro vite queste attività, e col tempo hanno accolto anche la proposta di muoversi in città per essere fruitori degli eventi culturali che essa offre: assieme agli operatori hanno partecipato a proiezioni di film bibliografici su artisti rap e all’inaugurazione di una mostra di un artista contemporaneo. Non sono poi mancati gli accompagnamenti dei ragazzi ai servizi cittadini: la rete territoriale con tra gli educatori e gli operatori dei servizi è indispensabile per non perdere la capacità di lettura delle dinamiche e dei fenomeni che accadono sul territorio, oltre che poter agire tempestivamente di fronte a vicende ed episodi che richiedono urgenza.



RICONOSCIMENTI

Nell’aprile del 2016 il progetto è stato invitato a presentarsi e a raccontarsi al Festival delle Comunità Educante di Faenza, quale buona prassi di lavoro in strada con adolescenti a rischio.

 
 
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