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Mediazione Sociale ACER a Ravenna, un anno di lavoro

Da Marzo 2011 la Coop. Sociale Villaggio Globale gestisce lo sportello di mediazione sociale per ACER, l’ente che amministra le case di edilizia residenziale pubblica. Si tratta di un contesto particolare e stimolante dove abbiamo sviluppato un servizio di mediazione sociale legato ai concetti di convivenza, buon vicinato, collaborazione e rispetto del regolamento.

Ecco un piccolo bilancio e racconto... mentre la novità è che ACER ci ha confermato l’incarico anche per i prossimi sei mesi!


 

PROMOZIONE DEL BUON VICINATO

Andiamo sui numeri del solo 2012 per capirci: a Ravenna gli alloggi sono circa 2.600 e la vita dei condomini è in pieno fermento. Il ricambio di famiglie è elevato, ed è soprattutto un ricambio generazionale. Nel 2012 abbiamo gestito colloqui con 86 nuove famiglie assegnatarie, alle quali anticipiamo il tipo di contesto dove andranno a vivere. L’appartamento quando arrivano da noi l’hanno già visto e accettato, ma quel che è importante è che conoscano anche qualche vicino, le regole di convivenza e buon vicinato che si sono dati e così via.

Abbiamo poi fatto 67 accompagnamenti di nuovi assegnatari tornando a trovarli nei loro appartamenti, proprio per facilitare la conoscenza con le altre persone e per... partire con il piede giusto: sapere quali sono doveri e diritti di tutti gli assegnatari.  Un esempio? A ciascuno il suo turno di pulizie delle scale!
Ma anche: conoscere – se esiste - il referente di scala, che può aiutare nella vita di tutti i giorni (dal trovare i contatori al prestarti il tagliaerba).

Perché queste piccole cose sono così importanti?
Perché si prova a coinvolgere ogni abitante a prendersi cura del suo appartamento e degli spazi comuni, e a facilitare buone relazioni di vicinato. In fondo tutti a casa cercano tranquillità, sicurezza e conforto, ma... non è possibile averle se la maggior parte degli abitanti se ne disinteressa. O se c’è qualcuno che rompe un po’ troppo le scatole, fa rumore, lascia le cose in mezzo...


ASSEMBLEE CONDOMINIALI

Per unire le forze, e anche per spiegare o ribadire il regolamento comunale quando serve, abbiamo organizzato 22 assemblee condominiali tra Ravenna, Faenza e Casola Valsenio. Spesso ci vengono richieste quando ci sono problemi (litigi, incurie, sporcizia...), e quindi si affrontano i problemi in modo costruttivo. Ma ne organizziamo anche per promuovere la conoscenza tra vicini di casa e per proporre forme collaborative di cura degli spazi comuni a basso costo: giornate di pulizia o pittura collettiva delle sale comuni per esempio. Visto che uno dei problemi ricorrenti è la percezione di mancanza di decoro, e visto che è sempre più difficile per gli enti pubblici trovare le risorse per la manutenzione ordinaria... siamo convinti che siano proprio gli abitanti che debbano rimboccarsi le maniche per ridipingere le lavanderie comuni o per cambiare le lampadine!

Molto spesso si tratta di motivare persone che si danno da fare volentieri, o che autonomamente da anni manutentano le case con creatività ed entusiasmo, e che meriterebbero una medaglia!

Hanno capito che il benessere personale non può essere affidato a qualcun altro, e che bisogna spendersi in prima persona per averlo. Anche curando la casa ricevuta dal Comune!


CONFLITTI

Poi ci sono le situazioni conflittuali, nel 2012 ne abbiamo seguite circa 95: vicini di casa che hanno una convivenza difficile, e che autonomamente non riescono a risolvere i loro problemi. Si va da chi sente troppo rumore da parte dei vicini a chi chiede una mano perché il vicino spadroneggia, a chi segnala occupazioni abusive delle cantine... a volte si arriva anche a violenze.

In questi casi il lavoro è più complesso e quello che possiamo fare come mediatori sociali è proporre percorsi di conciliazione. Si tratta di seguire tutte le parti in gioco in un conflitto, ascoltarle e capire le istanze di ciascuno, metterle in comunicazione diretta o indiretta, e sostenere la ricerca di dialogo, incontro e proposte di risoluzione pacifica.

E’ spesso una strada tortuosa, difficile per le persone coinvolte perché di solito vien voglia di chiamare le forze dell’ordine o l’avvocato, denunciare o richiedere che l’altro sia allontanato. Ma la conciliazione è l’unica strada che possa portare a risolvere i problemi in tempi ragionevoli, senza spendere tantissimi soldi e soprattutto senza prevaricare le altre persone...

I risultati ci sono: da chi ha deciso di ritirare denunce o querele, a chi ha capito che per andare d’accordo con il vicino deve semplicemente lasciar perdere pretese di amicizia, a chi impara a parlare quando il sangue è freddo e ad essere meno impulsivo... piccoli passi avanti verso una convivenza più serena. Cambiamenti di abitudini quotidiane fatti per tenere in considerazione anche le esigenze dei vicini di casa.

Questi piccoli passi avanti significano un aumento della qualità della vita delle persone coinvolte, e anche una minor spesa sociale: ogni conflitto affrontato e “risolto” riduce il numero di telefonate e di interventi delle forze dell’ordine, di segnalazioni ai servizi sociali... ma soprattutto di stress e frustrazione per le persone coinvolte.

Ma soprattutto ogni conflitto affrontato positivamente e che ha generato cambiamenti, è una vittoria delle persone direttamente coinvolte: sono loro a risolvere il conflitto, il mediatore sociale può solo sostenere e facilitare l’incontro, il riconoscimento e la collaborazione.

Ma non può fare la magia di risolvere i problemi degli altri!


LA RETE

A proposito di servizi sociali, il mediatore sociale non può che essere parte di una serie di collaborazioni molto ampia. Quest’anno abbiamo collaborato con tutte le assistenti sociali, con il Dipartimento di Salute Mentale, il SerT, l’assessorato alla Casa, la Polizia Municipale, l’Ufficio Casa del Comune. Abbiamo creato una rete con incontri mensili per prenderci cura collettivamente, in maniera coordinata, di tante situazioni: dall’anziana sola che i vicini ci segnalano e che capiamo sia il caso di presentare ad una assistente sociale, al paziente psichiatrico che è in un periodo di scompenso, alla famiglia che non accetta i nuovi vicini immigrati...

Il lavoro di rete permette di ottimizzare le risorse e di avere approcci multidisciplinari a situazioni complesse


IL COORDINAMENTO REGIONALE

Uno dei risultati più importanti del 2012 è stato il riconoscimento ufficiale del coordinamento regionale dei mediatori delle Acer. Abbiamo trovato naturale ed importante conoscerci, scambiare consigli e buone prassi, e poi soprattutto spiegare che cos’è la mediazione sociale. Abbiamo scritto un documento comune, le linee guida della mediazione sociale nei contesti abitativi, che sono state anche lo spunto di un affollato convegno regionale (170 partecipanti attivi) presso la Regione Emilia – Romagna. Il titolo era “Mediazione Sociale, strumento delle politiche abitative per una società solidale in Emilia-Romagna. L’ennesima dimostrazione che c’è bisogno della mediazione sociale come strumento multifunzionale di promozione della cittadinanza attiva, del benessere, della collaborazione alla gestione dei problemi comuni e dei conflitti.

 
 
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